Le eccellenze enogastronomiche

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"Il suolo è fertilissimo in olio, grano, anice, comino, mandorle, biade e legumi. Vuolsi notare che fra i ricolti, onde maggiormente si avvantaggia la classe agricola è quello delle cipolle, ricercatissime anche da lontane regioni, essendo prodotto speciale di una parte di questo suolo, che le rende preferibili a quante ne producono altri terreni".
Questo passo è tratto da un testo del 1875 – Storia della Chiesa Palatina di Acquaviva delle Fonti dal 1779 al 1875 – ed è una preziosa testimonianza della vocazione agricola della nostra città. Rinomata per la sua dolcezza e per le sue caratteristiche nutraceutiche, la cipolla di Acquaviva,  oggetto dell'impegno di un consorzio che ne cura la produzione e commercializzazione, è un presidio slowfood.

Ad Acquaviva esiste la più ampia popolazione di alberelli di Primitivo Gioia del Colle di tutta l’area interessata dalla Doc. La produzione di questo tipo di vino arriva ad Acquaviva intorno al 1820 e trova condizioni pedoclimatiche ideali – anche a causa della presenza di acqua nel sottosuolo – che ne consentono una notevole diffusione. Il rilancio delle produzioni, che erano state in parte abbandonate, avviene nei primi anni Duemila grazie alle cantine Chiaromonte e Polvanera, quest’ultima sul territorio di Gioia del Colle. Oggi il Primitivo di Acquaviva è ritenuto di particolare eleganza e longevità ed è di grande interesse sul piano enologico. Grazie al contenuto di polifenoli, a dosi moderate può avere effetti positivi sul sistema cardiovascolare. Di recente si sta promuovendo un censimento degli alberelli, per la creazione di un parco che ne garantisca la valorizzazione e la tutela.