Cenni storici

scopri la storia e le origini di Acquaviva delle Fonti.

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Premessa

Sorta nell’Alto Medioevo sui resti di un villaggio peuceta di età preromana, Acquaviva deve il nome alla vasta falda acquifera che per secoli ha attirato le genti della “Siticulosa Apulia” di Orazio. L’acqua sotterranea, che ancor oggi si può “spiare” dai pozzi del Centro Antico, ha reso fertili i terreni e conferisce oggi la tipica, dolce freschezza alla rinomata Cipolla Rossa. L’importante tradizione religiosa è testimoniata dalle suggestive chiesette dei vicoli, dalla Festa della Madonna con il rito del “lancio del Pallone” e dalla Cattedrale che, con il suo bel rosone e la preziosa cripta dai sontuosi altari argentei, sfida da piazza dei Martiri l’elegante Palazzo De Mari, antico castello Normanno poi residenza principesca dei banchieri genovesi De Mari e oggi Municipio. Piazza Vittorio Emanuele mostra l’unica Cassarmonica in muratura dell’Italia centromeridionale, monumento alla Banda Musicale, fondata nel 1797, che nel suo curriculum vanta premi a Istanbul e Stoccolma. La città ospita anche il più grande Osservatorio Astronomico pugliese.

Approfondimento di Austacio Busto

“Il territorio comunale di Acquaviva delle Fonti si estende in forma allungata per 130 kmq alle pendici delle prime colline della Murgia a Sud di Bari. Ha una lunghezza massima di circa 26,7 km ed una larghezza massima di circa 10 km, nella sua parte meridionale, staccata e inglobata fra i territori di  Gioia del Colle e Santeramo, è situata una vasta superficie di territorio comunale (Parco della Corte).
Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza un sistema di lame - affluenti del Torrente Picone - che solcano il territorio, volgendo a Nord,  in forme sinuose e "spettacolari", alimentate da bacini di formazione collocati a Sud e ad Ovest del territorio comunale. 
Geologicamente il sottosuolo è caratterizzato dalla presenza di calcare di Bari nella metà settentrionale e di calcare di Altamura nella metà meridionale. Un affioramento di calcareniti fossilifere è ubicato nella metà settentrionale del territorio, in corrispondenza delle dismesse cave di "tufo" (incrocio strada provinciale Cassano delle Murge-Adelfia con strada provinciale Acquaviva -Sannicandro). Nella parte sudoccidentale del nucleo urbano e nella parte a meridione della provinciale per Cassano delle Murge è presente una stratificazione di sabbie acquifere che favorisce la presenza di una falda idrica superficiale. La falda, che interessa anche il Centro Antico, ha consentito la realizzazione di pozzi sorgivi con o senza "noria" e la sua ricchezza di acqua nelle epoche passate ha imposto il nome alla città stessa.
Insieme alle "lame" il più evidente fenomeno carsico è quello delle doline, localizzate soprattutto nella parte nordoccidentale e sudoccidentale del territorio, ma presenti anche ad Est dell'abitato. Solo due le grotte ad oggi note "Cortomartino" e "S. Elia".
L'evoluzione storico-antropologica del territorio non può prescindere dal sistema delle "lame", ad esso sono strettamente connesse le evidenze relative alle prime tracce di popolamento del territorio (si ricordano il contesto del Paleolitico superiore della Grotta di Corto Martino, nonché le stazioni dell'età del Bronzo a Monticelli, Lago dell’Arciprete e Parco Procino). All'acqua e al suo sfruttamento sono riconducibili gli insediamenti peucezi delle località Salentino, Ventauro e Conetto, che gravitavano nel comprensorio intorno all'insediamento di Monte Sannace (Gioia del Colle). Per la sua posizione strategica è molto probabilmente interessato dall’attraversamento dell’antico percorso dall'Adriatico (Bari) verso l’area jonica (Taranto), poi ‘via per compendium a Varis Tarentum’. Importante la presenza segnalata di insediamenti produttivi di Età Romana (località Baronaggio, Il Monte e Masseria Capitolo).
L'economia basata su un uso agricolo-pastorale del territorio, fondata sulla villa (fattoria romana) prima ed evolutasi in epoca medioevale nelle masserie, si protrae ininterrottamente fino agli inizi del XX secolo. Il sistema dei tratturi ufficiali, e dei tratturelli locali, ne costituisce l'infrastruttura di collegamento, le masserie, le poste, gli jazzi, le piscine, ecc. quella dei servizi.
Il fenomeno del brigantaggio, negli anni successivi all'unità del Regno, ha lasciato tracce indelebili nella memoria dei luoghi e delle persone. Sono di particolare interesse le vicende legate alla breve "avventura" del gioiese Sergente Romano, che nelle sue scorribande nel nostro territorio tocca due località: il Casino del Panzo, dove lo stesso e la sua banda ebbero uno scontro a fuoco con la Guardia Nazionale, ed il Bosco di Vallata, dove fu definitivamente sconfitto e ucciso nel 1863.
Fondamentali, per l'economia e per l'evoluzione del paesaggio, le quotizzazioni di vaste aree nella parte meridionale del territorio appartenenti un tempo alla chiesa o al demanio, realizzate fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento (Difesa della Terra, Cortomartino, Monticelli, Marchesana).
Attualmente sono parte integrante del territorio comunale l'area SIC "Murgia Alta  (contrada Parco della Corte, isola comunale fra i territori di Gioia del Colle-Santeramo) e l'area SIC "Bosco di Mesola" (contrade Collone, Cortomartino, Primocielo, fra i comuni di Acquaviva delle Fonti, Santeramo in Colle e Cassano delle Murge).
Nella zona SIC "Bosco di Mesola" è presente l'Osservatorio Astronomico Comunale, importante struttura pubblica da tempo attiva nel campo della ricerca, della didattica e della divulgazione scientifica. Nello stesso comprensorio, o nelle immediate vicinanze, insistono il nuovo Ospedale Miulli, polo sanitario d'eccellenza a livello inter-regionale, una concessione di sfruttamento delle acque di falda profonda, recentemente revocata per inadempienze della società concessionaria, il "Parco dei Briganti" (in territorio di Cassano delle Murge) - richiamo alla frequentazione di quei luoghi da parte del brigante cassanese Vito Servodio - dove, in perfetta armonia con le norme del P.d.G. del SIC - sono stati realizzati percorsi per attività fisiche e terapeutiche (percorsi sospesi sugli alberi, gite in mountain bike, soft air, percorsi a cavallo, percorso hebert, percorso a piedi nudi, trekking, nordic walking, orienteering) immersi in un salutare contesto naturalistico.
Il territorio comunale nella parte settentrionale a Ovest della S.P. per Sannicandro di Bari, è interessato dalla presenza di un tratto di rete ferroviaria dismessa (ex tratto Bari-Taranto), cui sono correlate la "stazione" abbandonata, un tempo a servizio della vicina Base missilistica "Jupiter" della NATO, e due "case cantoniere" anch'esse in stato di abbandono. La base NATO, ubicata in contrada Petrone lungo la S.P. Cassano delle Murge - Adelfia, è stata in gran parte smantellata all'inizio degli anni Novanta, si conservano tuttavia le torrette delle sentinelle, alcune piattaforme e la vista, dalle foto aeree, della caratteristica planimetria triangolare con gli angoli arrotondati.
La valorizzazione della storia della città, quindi la riscoperta dei suoi simboli identitari, non può non contemplare la vicenda "rivoluzionaria" del sindaco Francesco Supriani e del deputato partenopeo Francesco Antonio Pepe. La città di Acquaviva fu tra le prime del regno ad accogliere gli ordinamenti repubblicani, cosa facilmente spiegabile se si pensa al fatto che alla fine del XVIII sec. fioriva un cenacolo di uomini illustri, di estrazione medio-alta, che introdussero le nuove idee rivoluzionarie. Francesco Antonio Pepe fu addirittura eletto membro del Governo Provvisorio insediatosi a Napoli all’entrata delle truppe francesi. Il 5 febbraio 1799 la cittadinanza riunita nella pubblica piazza decide di piantare l’Albero della Libertà a memoria dell’abolizione dell’antico servaggio. Il 31 Marzo, nonostante l’eroica resistenza dei repubblicani asserragliati nelle mura, grazie ad un tradimento, le truppe sanfediste irrompono in città e si dedicano al massacro e alle depredazioni. I sostenitori delle idee rivoluzionarie furono trucidati e bruciati sotto l’Albero della Libertà, pare localizzato di fronte alla Torre dell'Orologio.
Nella storia culturale della città emerge la tradizione musicale. Sono stati recentemente riportati alla luce, presso l'archivio della Cattedrale, alcuni Codici Liturgici Miniati realizzati molto probabilmente da uno "scriptorium" attivo presso la Chiesa Madre fra fine del XV sec. ed inizio del XVI secolo. Uno degli autori è anche "musici clericorum" presso la stessa chiesa. Si tratta di una stupenda testimonianza, prova dell'antico attaccamento alla musica da parte della città. Nei secoli successivi aumentano considerevolmente i documenti e le testimonianze di una scena musicale dinamica e fiorente, legata soprattutto alle strutture ecclesiastiche (Cattedrale, convento di S. Benedetto, convento di S. Chiara). Si ricordano i numerosi musicisti della famiglia Festa, i più recenti cugini Cesare e Cesarino Franco, l'ntellettuale musicista Sebastiano Arturo Luciani.
La Banda Musicale fu fondata nel 1797 da Girolamo Jacobellis fu Francesco. Secondo un documento dell’Archivio di Stato di Bari la data di riconoscimento della banda è il 1805. Sarà’ proprio la figura del fondatore, proprietario di ingenti ricchezze e vicino alla organizzazione dei Carbonari, a far affermare ad uno storico della banda (Eustachio Taranto) che essa fu “creata come strumento di propaganda contro la dominazione borbonica”. L’organico degli strumentisti era, al momento della fondazione, di 18 componenti nel 1805, invece, l’organico era di 21 suonatori. Alla fine del secolo, sotto la direzione del Maestro Emilio Rivela, eseguendo il “Saul” di Antonio Bazzini, il Concerto Musicale di Acquaviva vince il primo premio in un concorso per bande, convenute a Torino per la Grande Esposizione del 1898. Nel 1930 fu costruita la “Cassarmonica” su disegno del Can. Don Ernesto Tisci e sotto la direzione dell’Ing. Vincenzo Cirielli. Al 1961 risale l’altro importantissimo premio concesso alla banda acquavivese. Il Maestro e Direttore Giuseppe Chielli il 25 giugno a Stoccolma dirige la Banda di Acquaviva che si classificherà prima al Concorso Internazionale per complessi Bandistisici, organizzato dal C.I.S.P.M. (Confederazione Internazionale des Sociétés populair de Musique).
Non meno importante, storicamente, la tradizione letteraria e teatrale. Fin dal XVI sec. sembra essere attestata una Accademia poetico letteraria denominata “Accademia d’Acquaviva”. Nel 1630 Giovanni Girolamo Molignani, sulle ceneri della più vecchia accademia, istituisce l’Accademia dei Ravvivati. Questo ristretto circolo di uomini illustri della città si esercitava nelle opere poetico-letterarie tipiche del ‘600. Nel 1663 viene data alle stampe a Napoli l’opera “I Repentini Zampilli degli Accademici Ravvivati di Acquaviva”. Fra i principali componenti si ricordano: Marcello Celentano, Francesco Antonio Vitale, Bernardino da Cassano, Nicolò Giovanni Abrusci, Tommaso Calò di Modugno. Nella seconda metà del '600 è anche attiva la poetessa e drammaturga Maria Antonia Scalera, fra le prime poetesse pugliesi accolte nell'Accademia dell'Arcadia, nel 1694 a sessant'anni. Furono i principi De Mari, in pieno Seicento, a realizzare al terzo livello dell'ala Nord del Palazzo di Città il proprio "Teatro di Corte", utilizzato per tale scopo fino all'inizio del XX secolo. Mentre la stessa municipalità lavora ad un progetto di Teatro Comunale dall'ultimo quarto del XIX secolo, la struttura, mai completata, è oggi in fase di completamento dei lavori di restauro dopo una lunga fase di abbandono.
Notevoli e di sicuro pregio i monumenti che contraddistinguono il centro urbano: la centralissima Piazza dei Martiri del 1799 è coronata da Palazzo De Mari, già castello di fondazione normanno-sveva, attualmente è sede del Municipio, di due sale conferenze, di un nucleo museale e di uno spazio espositivo; dalla Cattedrale cinquecentesca, una delle quattro Chiese Palatine di Puglia, con l'annesso ottocentesco Palazzo Vescovile; dalla Torre dell'Orologio, ex palazzo del sedile di epoca cinquecentesca; da Palazzo Luciani, ex dimora della nobile famiglia.
Il Centro Antico, di cui si avviano i primi passi per un progetto di Piano di Recupero, è costellato dalla presenza di numerose chiesette e cappelle, piccole gemme d'arte spesso sede di antiche congregazioni; altrettanto numerosi sono i pozzi sorgivi pubblici, non più utilizzati ma al centro di un progetto di recupero e valorizzazione recentemente finanziato dal GAL SEB. Di particolare interesse l'unico tratto parzialmente conservato della cinta muraria abbattuta a metà dell'800, il cosiddetto Muro S. Angelo, e le porte di accesso alla città - Porta S. Pietro, a Nord, Porta dell'Ospedale, a SudEst - .
La villa suburbana dei De Mari con i resti dell'arco trionfale di accesso, oggi denominata "Giardino del Duca"  edificata per volontà di Carlo de Mari, nella seconda metà del XVII secolo. La fontana centrale in forma di ninfeo, che impreziosisce l'atrio porticato dell'edificio, rappresenta un suggestivo esempio di arte barocca.
Poli fondamentali dell'economia locale sono l'Ospedale Miulli, a Ovest della città sulla S.P. per Santeramo, e la Zona PIP, a Est e in prossimità del casello autostradale sulla S.P. per Sammichele di Bari.
L'Ospedale Miulli ha creato negli anni un indotto minimo di aziende attive nel settore delle produzioni di protesi, calzature ortopediche e altri prodotti legati al settore sanitario. Inoltre vi è una presenza diffusa, nella popolazione, di professionalità medico-infermieristiche e di realtà impegnate nel settore socio-sanitario come la CRI, la Fratres, l'Ant, l'Avulss, l'Avo, che nel tempo hanno prodotto anche un consistente numero di iniziative divulgative e pubblicazioni editoriali. Esiste anche un indotto turistico-ricettivo legato ai familiari dei pazienti ricoverati, che spesso trovano ospitalità negli alberghi e negli agriturismi presenti nella zona, per lo più nel territorio di Cassano.

Il Comune di Acquaviva, inoltre, è una potenziale meta per il turismo enogastronomico, disponendo di un'agricoltura praticata su un agro nel quale non sono presenti impianti industriali inquinanti e che può contare su una serie di varietà tipiche riconosciute con marchio "Prodotti di Qualità Puglia" e "Slow Food", come la Cipolla rossa, lo Sponsale bianco ed il Cece nero, o comunque apprezzate sul mercato come le ciliegie varietà Ferrovia e Colafemmina, la mandorla, l'olio di oliva. Gravitano sul territorio di Acquaviva anche due cantine vinicole di pregio che esportano su mercati nazionali e internazionali e altri produttori vitivinicoli, rinomati caseifici e panifici che producono il tipico "Calzone di cipolla" che viene venduto nelle due sagre che si svolgono nei mesi di luglio e di ottobre".
Particolarmente seguite sono le feste religiose dedicate ai due patroni - S. Eustachio e la Madonna di Costantinopoli - festeggiati rispettivamente il 20 maggio, il primo Martedì di marzo (quando si svolge l'antica cerimonia di consegna alla "Madonna" delle "pezze" d'argento da parte della municipalità) ed il primo Martedì di settembre (quando si lancia una mongolfiera alta 21 metri - il cosiddetto "Pallone" della Madonna - tradizione risalente almeno alla prima metà dell'Ottocento).
Strettamente collegate a queste due festività sono le due tradizionali fiere cittadine, ancora rispettate ma decisamente ridimensionate rispetto al passato. La Fiera di S. Eustachio un tempo iniziava il 15 maggio e terminava il 22 successivo, era considerata alla fine del XIX sec. la seconda fiera per importanza, dopo quella di S. Giorgio a Gravina. Il 21 agosto si svolge la seconda tradizionale Fiera, dedicata in questo caso alla Madonna, ma un tempo intitolata a San Bartolomeo perchè terminava appunto nel giorno del santo (23 agosto). Interessanti e molto seguite sono le tradizionali "sagre": la Festa della "Cipolla Rossa" (III weekend di luglio - Organizzata dalla Pro Loco Acquaviva), la Sagra del Calzone di Cipolla (terzo week end di ottobre), la sagra del Cece Nero e del Vino Primitivo (la XIII edizione si è svolta il 23 novembre 2013 - Organizzata dalla Pro Loco Acquaviva).
L’abitato di Acquaviva delle Fonti negli ultimi decenni è stato interessato da una forte crescita edilizia. Ad appena 2 km dall’abitato, sulla provinciale per Sammichele di Bari vi è il casello di accesso all’autostrada A14 - Bologna-Bari; sulla stessa strada, a circa un chilometro dall’abitato è ubicata la zona P.I.P.

Il capoluogo regionale, può essere facilmente raggiunto percorrendo la strada statale n. 100 (Bari – Taranto), il cui tracciato si snoda a circa 7 km., oppure utilizzando le strade provinciali n. 76 (per Sannicandro di Bari) e n. 83 (per Adelfia).

Agevole si presenta pure il collegamento con la rete ferroviaria: la linea Bari-Taranto ha infatti uno scalo sul posto.

L’aeroporto più vicino, Bari/Palese, è a soli 35 km; quello di Brindisi/Grottagle a circa 84 km.

Il porto di Bari si trova a circa 31 km, mentre quello peschereccio e turistico di Mola di Bari, dista circa 25,00 km.

Sotto il profilo economico – occupazionale, molto sviluppata è l’agricoltura, che si basa soprattutto sulla produzione di cereali, legumi, uva da tavola e da vino, olive, mandorle e ciliegie, nonché l’allevamento di bovini, ovini, caprini ed equini.
Sviluppate sono l’industria edile, calzaturiera e dell’abbigliamento, affiancate da aziende che operano nel comparto alimentare (tra cui il lattiero-caseario e quello della produzione di alimenti per animali), metalmeccanico, del legno, dei materiali da costruzione, dell’estrazione di pietra, della produzione e distribuzione di gas ed energia elettrica; non mancano fabbriche di mobili, strumenti ottici, apparecchiature fotografiche, apparecchi medicali e chirurgici.
Tra le strutture sociali è presente un asilo nido comunale, affiancato da altre strutture private e l’emporio solidale “Le Sette Ceste” che, attraverso la Caritas e in partnership con l’amministrazione comunale, serve le persone in difficoltà economica. Presenti nel territorio diverse strutture scolastiche comprendenti, oltre ai due circoli didattici per la scuola primaria(scuola materna e scuola elementare), le scuole medie secondarie e diversi istituti di scuola secondaria superiore - Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Nicola Chiarulli”, Istituto Tecnico Commerciale “Carmelo Colamonico”, Liceo Artistico e Istituto Professionale Servizi Sociali “Rosa Luxemburg”, Liceo Linguistico,  Scienze Sociali e Musicale “Don Lorenzo Milani” - che richiamano diversi studenti dai paesi limitrofi.
Acquaviva delle Fonti offre, quale offerta culturale, una Biblioteca Comunale ed il Museo della Città (in fase di allestimento). Importante, nel panorama scientifico meridionale la presenza, lungo la via che collega Acquaviva delle Fonti a Santeramo in Colle, la presenza dell’Osservatorio Astronomico Comunale.