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Torre dell'orologio

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Torre dell'orologioRealizzata nei primi anni del Cinquecento su commissione del Marchese Andrea Matteo Acquaviva con funzione di palazzo del Sedile, fu ristrutturata tra il 1824 e il 1825, sotto la guida dell’ingegnere Giovanni Memmola a causa della situazione di precaria stabilità in cui versava l’edificio.
Il frutto di quella ristrutturazione è ancora visibile nella trasformazione dall’impianto originale alle forme neoclassiche: del periodo cinquecentesco si è conservata la campana più grande, datata 1559, la quale riporta lo stemma del Duca d’Atri e della famiglia Acquaviva d’Aragona. Eco di questo periodo è il paramento della facciata in bugnato del primo livello della struttura; sulla facciata del secondo livello si conservano gli stemmi della città e il profilo di un’iscrizione incorniciati da lesene. Il terzo livello, sovrastato da un campanile a vela e due vasi etruschi, si completa con due coppie di colonne tuscaniche che raccolgono il quadrante dell’orologio racchiuso in una cornice. Sul fregio della trabeazione campeggia l’iscrizione "longos sic vorat hora dies" (così l’ora i lunghi giorni divora).